Amuse-Bouche o antipasto?
Dalla nouvelle cusine una divertente proposta per iniziare una cena speciale
Sia durante un ricevimento formale che a casa durante una cena tra amici, servire un Amuse-Bouche è una gentilezza che non passa di certo inosservata. Non si tratta di un antipasto, ma di una piccolissima portata che accoglie i commensali, preparando i palati alle portate principali. Nei ristoranti viene servita gratuitamente come benvenuto ed è lo chef a sceglierlo per divertire il palato dei suoi clienti.

Che differenza c’è tre Amuse-Bouche e antipasto?
La prima differenza è la dimensione; mentre l’amuse-bouche è solo un piccolissimo assaggio che serve a preparare il palato alle pietanze che seguiranno, l’antipasto invece è una vera e propria portata. Composto da più elementi, l’antipasto porta nel piatto tradizioni regionali e non, mentre l’amuse-bouche in un boccone, presenta lo chef e la sua filosofia . Nel caso di piccoli eventi casalinghi l’amuse-bouche accoglie gli ospiti presentando le abilità ed il gusto della padrona di casa. Nei grandi ricevimenti, in cui è previsto un gran buffet d’apertura prima di andare a tavola, l’amuse-bouche viene spesso proposto per rinfrescare il palato e prepararlo ai gusti delle portate che verranno servite. Nei ristornati, l’ amuse-bouche viene sempre offerto dallo chef e scelto a sua discrezione mentre gli antipasti sono a pagamento e scelti dal cliente.

La storia dell’Amuse-Bouche
Il termine francese originale è Amuse-Gueule ma venne modificato negli anni ’80 con l’avvento della Nouvelle Cusine in Amuse Bouche; l’intento dei grandi chef fu quello di migliorare l’accoglienza degli ospiti, creando qualcosa di più ricercato rispetto ai tradizionali amuse-gueules, che erano stuzzichini tipo tartine o gougères. Il boccone avrebbe dovuto impressionare i commensali sia nell’aspetto molto elaborato e complesso che nel gusto : in un sol morso, avrebbe sprigionato sapori intensi e sapientementi miscelati. Nel contesto dell’alta cucina, l’Amuse-bouche viene ancora oggi considerato una vera e propria opera d’arte.
Amuse-Bouche semplici da copiare
A volte accade che l’amuse bouche si riveli la ricetta più memorabile di tutto il pasto. Al ristorante, così come a casa tua, gli amuse bouche possono essere la preparazione dove sperimentare azzardi e fantasie culinarie oppure divertenti proposte che stupiranno i vostri ospiti . Ecco un paio di ricette ricche di gusto e semplicissime da ricreare da riproporre a casa
Mini gazpacho andaluso

E’ la tradizionale zuppa di pomodoro andalusa arricchita con cetrioli, peperoni, aglio e pane e prapararlo è semplicissimo. Lavate 1 Kg di pomodori, 100 gr di cetrioli , 100gr di peperoni rossi e 100 gr di peperoni verdi e uno spicchio d’aglio e tagliateli e pezzi piccoli: mettete tutto nel mixer aggiungendo il pane ben strizzato 250 ml di acqua, un cucchiaio di aceto, sale q.b. e pepe. volendo si piò “italianizzare” la ricetta aggiungendo del pane (circa 80gr) che andrà preventivamente lasciato ammorbidire in acqua fredda.
Dopo avrete ottenuto un composto omogeneo , trasferitelo in un colino a maglie strette e setacciatelo per eliminare i residui delle bucce. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore, coperto con pellicola. Nel frattempo tagliate a piccolissimi cubetti mezza cipolla rossa di tropea, qualche pomodorino e un cetriolo ( li userete come guarnizione prima di servirli con una fogliolina di basilico)
Dopo due ore in frigorifero, potrete versare il Gazpacho in mini cocottine o piccoli bicchierini di vetro, guarnendolo in superficie e servirlo a tavola prima di cena. E’ un ‘idea splendida anche per un ricevimento estivo, non complicherà il lavoro al banqueting in caso di grandi numeri, mette d’accordo vegani e non e soprattutto è fresco e delicato.
Spiedino di Gambero in pasta kataifi su letto di guacamole

Pulite bene i gamberi assicurandovi di togliere correttamente l’intestino e immergeteli in un composto di olio che avrete precedentemente preparato e che conterrà il succo di mezzo lime, zest di lime, olio d’oliva (50 ml circa). Teneteli in frigorifero in immersione per circa 30 minuti coperti da una pellicola trasparente.
Mentre aspettate che i gamberi siano ben marinati, preparate la salsa guacamole frullando con il minipimer, un avocado, 50 gr di cipolla, sale q.b, pepe e mezzo lime e due cucchiai di olio. Dopo aver preparato la salsa, srotolate la pasta kataifi ( esiste anche nella versione senza glutine) e arrotolatela intorno ai gamberi una volta che li avrete sgocciolati.
Infilate uno stecchino di bambù e friggeteli in olio bollente (175°) per circa 3 minuti oppure metteteli in friggitrice ad aria per circa 5/6 minuti . Una volta cotti potrete assemblare il tutto in un bicchierino di vetro o in una ciotola mono porzione e servire.
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